ErasmusPlus: toccare con mano un’esperienza

Scritto da Viola, classe 5AL il 24 Maggio 2019.

ErasmusPlus: toccare con mano un’esperienza

Ogni qualvolta mi viene chiesto “Erasmus+? Cosa intendi dire?”, la mia mente si blocca, o meglio, inizia a viaggiare velocemente, ripercorrendo tutte le esperienze vissute negli ultimi tre anni. Viaggia così veloce che inizio a pensare di non saper spiegare a parole quello che ho fatto, visto o provato.
Erasmus vuol dire innanzitutto divertimento; ma anche lavoro, viaggio, fatica, capacità di adattamento, voglia di imparare, sete di cultura: tutto mescolato nello stesso calderone! Abbiamo vissuto momenti indimenticabili, che non sempre sono stati perfetti, eppure tornando indietro non cambierei nulla.

Personalmente, considero ogni esperienza un’opportunità per crescere e mettere alla prova me stessa. Non mi sono arresa di fronte alle difficoltà, ho visto persone pronte a farlo e mi sono impegnata a far capire loro che non esistono ostacoli in grado di fermarci, non quando tutto deve ancora iniziare! Arrendersi in partenza è una delle caratteristiche di noi ragazzi del ventunesimo secolo.


Viviamo una realtà piena di possibilità, crediamo di aver in pugno il mondo, di poter possedere qualsiasi cosa, semplicemente tirando fuori dalla tasca il nostro Smartphone. È per questo che, appena qualcosa va storto, tendiamo a mollare; spesso non siamo pronti a metterci in gioco, faticare o addirittura aspettare! Perché sì, il tempo è prezioso, è poco e mai abbastanza. Tempo che non sempre sappiamo sfruttare; talvolta siamo in grado di perdere ore e ore collegati ai social network, preferiamo controllare Instagram e Twitter ogni cinque minuti al posto di sfogliare un bel libro. Allo stesso tempo, ci lamentiamo quando ci propongo quindici ore di autobus come alternativa ad un volo cancellato. Non sempre ci rendiamo conto di quelle che sono le priorità nella vita, di cosa vale o non vale la pena fare.


A volte basterebbe fermarci e riflettere: è proprio questa una delle cose che sono riuscita a fare grazie a questo progetto. Sono riuscita a fermarmi, riflettere su me stessa, sulla persona che sono diventata, su quello che voglio diventare, sulle mie priorità, sul mondo che mi circonda, sulle persone che popolano la mia quotidianità, e su quelle che non lo fanno più. Sono riuscita a rendermi conto di quanto l’Europa sia varia, ricca di paesaggi, città, bellissimi posti da visitare, tante culture e modi di vivere apparentemente simili, ma in realtà meravigliosamente diversi.
È un progetto che mi ha dato molto a livello di conoscenza di me stessa e del mondo: lo rifarei altre mille volte! L’unica cosa che cambierei è il mio iniziale modo di approcciarmi: la paura di sbagliare, di esprimere le mie idee. Ho scoperto con il tempo che ognuno di noi ha un ruolo fondamentale, facciamo parte di un grande puzzle che senza un solo pezzo perde la propria essenza!
Il mio consiglio, per tutti voi ragazzi che avete (o avrete) la possibilità di partecipare a progetti di vario tipo, è quello di buttarvici di petto, senza esitazioni, perché è dall’esperienza che riuscirete a formare la persona che sognate di essere!