Incontri e riflessioni

Mare interiore

Scritto da ErVh il 08 Dicembre 2010.

Una nave, al largo,
da lontano scorgo.
Chissà che luoghi,
chissà che mari, o quali nuovi foghi
andrà vedendo,
o a quale orrendo 
fine incontrò andrà.
 
Io resto qua,
ma vorrei andare:
fuggire, andar per mare,
o cielo, o aria. Ma resto.
A dare un senso al mio dissesto.
Se devo viver bene,
se il sangue caldo e forte voglio sentir nelle mie vene,
non serve cambiar loco.
Devo star qui. E alimentar quel fuoco
di riscatto verso il mondo,
che più mi dà e più si prende, immondo.
     
Quella nave, che pian piano
si allontana e va lontano
un giorno sarò io,
finalmente in grado d'esser pio
nel cuore.
In grado, in ogni forma, di saper amare.
Se mi può aiutar
parlarne, AMAR
saprà darmi le risposte
alle domande che, per ora, giaccion poste,
urgenti, nella testa.
Solo allora, in festa,
unirò il mio mondo nel sorriso,
nel valore che, a mio avviso,
è il solo e l'unico,
che in privato e in pubblico
diventerà la legge,
che farà del gregge
gente umana,
che vivrà d'amor, senz'altra cosa vana.